AST, L’EX OPERAIO VERTICCHIO: INVESTO LA META’ DELL’INCENTIVO NELLA PUBLIC COMPANY

GALGANO (SC): L’AZIONARIATO DIFFUSO PER INCIDERE SUL DESTINO DI AST

Terni, 11 dicembre 2014 – Crede così tanto nel progetto della società ad azionariato diffuso e popolare per rilanciare Ast, presentato la settimana scorsa, a Montecitorio, dai deputati di Scelta Civica Adriana Galgano e Alberto Bombassei e dal rappresentante del comitato cittadino di Terni, Giovanni Ceccotti cui ha partecipato lui stesso, da investire 30mila degli 80mila euro lordi ricevuti come incentivo all’uscita dalla Morselli. L’ormai ex operaio dell’Ast Matteo Verticchio ha annunciato, dai microfoni di Terni in rete, di voler destinare all’acquisto delle azioni della public company la metà dell’accredito che, a gennaio, riceverà proprio da Ast.

“Quello presentato alla Camera dei deputati – ha detto Verticchio – rappresenta l’unico progetto in campo per evitare la lenta morte dell’Acciaieria di Terni cui porterà l’accordo sottoscritto con i tedeschi. Si tratta di un’iniziativa che mette in mano ai cittadini, agli imprenditori e agli operai il destino di Ast e che – ha aggiunto l’ex dipendente – permetterà di attivare il Fondo strategico italiano tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Credo che chiunque tenga alla fabbrica, debba farsi avanti e sottoscrivere anche soltanto un’azione che, alla fine, acquisisce un valore inestimabile”.

A rilanciare la valenza della proposta è anche la deputata umbra di Scelta Civica, Adriana Galgano che coglie l’occasione per replicare agli esponenti della politica locale e alle sigle sindacali che ne hanno messo in discussione la fattibilità e l’incidenza. “Ci tengo a ripetere che l’azionariato diffuso è una forma di partecipazione societaria ampiamente diffusa in Germania e negli Stati Uniti – ha precisato la parlamentare di Sc – e, nel caso di Ast, è una strada preferenziale se si vuole salvare l’Acciaieria visto che ha l’obiettivo di attivare il Fondo Strategico Italiano e di creare una nuova società, la Terni Acciai Speciali e Fucinati, autonoma finanziariamente ma alleata a partner industriali e commerciali – ha continuato Galgano – per stimolare la messa in cantiere di un reale piano di rilancio di lungo periodo che riporti l’Ast al ruolo di primo piano che le spetta”.

Le azioni – ha aggiunto la deputata di Sc – saranno 2mila per un valore nominale unitario di 500 euro per poter arrivare al capitale di un milione di euro da mettere a disposizione dell’azienda il prima possibile. “Il progetto è già partito – ha annunciato Galgano – Abbiamo informato il Governo e stiamo aspettando di incontrare il sottosegretario Del Rio per parlarne nel dettaglio. E’ una strada non solo percorribile ma auspicabile specie in questo momento di grave difficoltà: possiamo ripartire solo con il contributo attivo di ogni cittadino e l’azionariato diffuso può diventare lo strumento che consente di traghettare il Paese verso una nuova industrializzazione. Vista la portata del progetto – ha concluso la deputata di Sc – auspichiamo che le valutazioni arrivino soltanto dopo averlo studiato lasciando, per una volta, le logiche demagogiche fuori dalla partita”.

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